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30.08.2005
  
BERE ROSATO: UN BOOM MONDIALE di Piero Valdiserra
 

Lo dice una recentissima indagine sugli Champagne Rosé

BERE ROSATO: UN BOOM MONDIALE

 

Dalle Alpi alla Sicilia, negli ultimi mesi il passaparola è diventato un coro: torna prepotentemente di moda il bere rosato. Cocktail, vini fermi, bollicine non importa: l’importante è che il bicchiere riluca di seducenti bagliori color salmone, soprattutto nella bella stagione.

Drink pink, dunque. Un’interessante ricerca arrivata poco fa dalla Francia, e precisamente dall’autorevole CIVC (Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne, cioè il potente organismo collettivo di tutela del perlage più prezioso del mondo) ci dice qualcosa in più. Gli Champagne Rosé sono in rapida crescita, e la tendenza coinvolge tutti i principali mercati del mondo, non solo l’Italia. Scorriamo assieme le cifre principali del rapporto per saperne qualcosa di più.

Nel corso del 2004 sono state commercializzate nel mondo 6,27 milioni di bottiglie di Champagne Rosé, pari al 4,9% delle vendite totali in volume. La cifra è più che raddoppiata rispetto al 1997: tranne che nel 2000, il tasso medio annuo di crescita dei volumi di Rosé ha sfiorato un eccezionale +20% (+ 26,7% fra il 2003 e il 2004, + 17,9% negli anni precedenti).

Gli Champagne Rosé hanno suscitato un’infatuazione di mercato piuttosto recente e intensa soprattutto in alcuni Paesi, come Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone e – in misura minore – Germania, Spagna, Olanda e Italia. I mercati più grandi hanno visto crescere i loro consumi a partire dal 1997, e i loro volumi si sono moltiplicati per 3,2 in Gran Bretagna, per 3,3 negli Stati Uniti e addirittura per 4,3 in Giappone.

La crescita dei Rosé nell’ultimo anno (+ 1,27 milioni di bottiglie nel 2004) è dovuta principalmente alle importazioni britanniche (+ 371.000 bottiglie), americane (+ 262.000 bottiglie), giapponesi (+ 218.000 bottiglie), olandesi (+ 107.000 bottiglie), tedesche (+ 105.000 bottiglie) e italiane (+ 80.000 bottiglie). Negli ultimi 4 Paesi citati il successo del Rosé è impressionante: il 10% delle esportazioni di Champagne in Giappone nel 2004 è stato di Rosé, contro il 7,5% nel 2003 e meno del 7% prima del 2001; il 3,7% delle esportazioni tedesche contro meno del 3% prima; l’8,6% in Olanda contro il 6% circa di prima; il 3,36% in Italia contro il 2% circa fra il 2001 e il 2003, e molto meno negli anni precedenti.

Gli Champagne Rosé, come si diceva, hanno tratto profitto da un boom piuttosto recente. In Gran Bretagna e negli USA alcuni fenomeni di sovra-stoccaggio hanno contribuito a rallentare lo sviluppo, ma a partire dal 2001 – 2002 i tassi di crescita sono ripartiti in maniera significativa. Già alla fine degli anni ottanta (1986 – 1989) i Rosé avevano conosciuto un momento di mercato molto felice, anche se la tendenza positiva degli ultimi anni è molto più forte di quella di allora.

Solamente la Svizzera, un tempo consumatrice molto forte di Champagne Rosé, sta riducendo nettamente e regolarmente i suoi volumi.

Nel 2004 il 32,3% delle bottiglie di Champagne Rosé esportate dalla Francia sono state destinate al mercato inglese (1,95 milioni di bottiglie). Sempre lo scorso anno, il 15,6% dei volumi esportati di Rosé sono stati destinati agli USA (939.000 bottiglie): in 10 anni le bottiglie di Rosé esportate sul mercato a stelle e strisce si sono moltiplicate per 4,3, con tassi di crescita annuali spesso a due cifre (+ 38,7% dal 2003 al 2004, + 29,4% dal 2002 al 2003, + 53,2% dal 2001 al 2002).

Nel 2004 il 9,9% degli Champagne Rosé esportati sono stati spediti in Giappone. A partire dal 1997 i volumi destinati al colosso del sol levante si sono moltiplicati per 4,3 (594.000 bottiglie nel 2004, vale a dire +58,1% rispetto al 2003).

E gli altri Paesi? Anche se i numeri sono in assoluto più bassi, la progressione dei consumi di Champagne Rosé fra il 1997 e il 2004 è stata molto sostenuta in Spagna (volumi moltiplicati addirittura per 13,9), in Italia (volumi moltiplicati per 6,5) e in Australia (volumi moltiplicati per 4,4).

In definitiva, per gli appassionati dei cinque continenti, l’onda anomala nel bicchiere è colorata decisamente e piacevolmente di rosa!     

 

(Piero Valdiserra)

     

                                                  

                                                                                                                          

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